Frutta ritrovata
Lombardia
Alpi e Prealpi lombarde
Castagne

Le castagne fino dall'inizio del XIX secolo erano considerate nelle zone montane più isolate il vero e proprio pane dei poveri, dove colture come la patata e il mais non potevano essere effettuate. Quasi ogni giorno i montanari delle Alpi e Prealpi lombarde preparavano pietanze a base di castagne come castagne e latte, castagne e cagiada, ovvero castagne e latte cagliato, e la zuppa di castagne.
Altro utilizzo delle castagne era di ricavarne una farina per preparare pappe, polente e, in mistura con altri sfarinati, pane e focacce, previa seccatura del frutto raccolto in autunno.

A partire dalla seconda metà del novecento l'abbandono delle campagne è stata la causa principale dell'inselvatichimento dei castagneti ed ha agevolato il diffondersi del cancro della corteccia, con una ridimensionamento complessivo della qualità del prodotto.
Oggi la castagna trova pochi impieghi nell'economia lombarda tranne per che i marroni, i frutti di varietà più grossa, che vengono gustati da soli, lessati o arrostiti, come ingrediente per ripieni di carni o per contorni, e nell'industria dolciaria (marons glacés).

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Suggerimenti

Negli ultimi anni in Lombardia è aumentato l'interesse nei confronti del castagneto, sia per gli stimoli tecnico-scientifici divulgati da tecnici e ricercatori, sia per gli incentivi economici erogati nell'ambito delle normative comunitarie e regionali di sostegno al settore forestale e ambientale in senso lato.

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