bresaola

Dalla recente cronaca si è appreso che a seguito del blocco da parte dell'Unione Europea all'importazione di carne bovina dal Brasile la produzione della famosa e rinomata "Bresaola della Valtellina IGP" è a rischio. Infatti per ottenere questo salume si utilizza la carne del "bos taurus indicus", comunemente detto zebù, manzo brasiliano avente una carne più magra rispetto a quella del manzo italiano ed europeo e per questo motivo adatta alla produzione della bresaola. Ma come è possibile? E il marchio I.G.P.? Con l'Indicazione Geografica Protetta si indica che un'area circoscritta determina qualità, reputazione e caratteristiche del prodotto; anche una sola fase produttiva deve avvenire in zona. Quindi per ottenere la Bresaola della Valtellina IGP si può usare carne brasiliana purchè venga prodotta nella zona tipica di produzione che coincide con l'intero territorio della Provincia di Sondrio in Lombardia e che contiene due valli principali situate nel cuore delle Alpi, la Valtellina e la Valchiavenna. A seguito del blocco all'importazione di carne non certificata varato dall'Unione Europea e in vigore dal 31 gennaio 2008 l'Uniceb (Unione degli importatori di carne) ha denunciato la situazione critica in cui si troverà la produzione di bresaola, che potrà bloccarsi presto. Ma come suggerisce Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, piuttosto che fare allarmismi e proteste, forse non è meglio "... Se le nostre carni non sono più abbastanza magre per la nostra bresaola, vuol dire che è ora di far uscire gli animali dai loculi in cui li stiamo allevando, di valorizzare le razze che prediligono il pascolo,....".

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