


Mettere in una padella, preferibilmente di ferro, l'olio, il peperoncino ed il guanciale
tagliato a pezzetti, la proporzione di un quarto rispetto alla pasta, è tradizionale e sacra per
gli esperti e, o si mette il guanciale, cioè la parte della ganascia del maiale, o non sono
spaghetti all'AMATRICIANA, solo con esso avranno una delicatezza e una dolcezza
insuperabili.
Rosolare a fuoco vivo. Aggiungere il vino. Togliere dalla padelle i pezzetti di guanciale,
sgocciolare bene e tenerli da parte possibilmente in caldo, si evita il rischio di farli diventare
troppo secchi e salati e resteranno più morbidi e saporiti.
Unire i pomodori tagliati a filetti e
puliti dai semi (meglio prima sbollentarli, cosi si toglierà più facilmente la pelle e poi tagliarli).
Aggiustare di sale, mescolare e dare qualche minuto di fuoco.
Togliere il peperoncino, rimettere dentro i pezzetti di guanciale, dare ancora una rigirata
alla salsa.
Lessare intanto la pasta, bene al dente, in abbondante acqua salata. Scolarla bene e
metterla in una terrina aggiungendo il pecorino grattugiato.
Attendere qualche secondo e poi
versare la salsa.
Rigirare e per chi lo desiderasse, passare a parte altro pecorino.
Assolutamente banditi dalla ricetta: la pancetta, la cipolla, l’aglio e qualsiasi altro
ingrediente di contorno, che spesso viene ripetuto in televisione o da chef molto
fantasiosi.
Non ci sono dubbi: la vera Amatriciana è quella a base di pecorino e
guanciale amatriciani.
Le altre varianti non posso fregiarsi di essere chiamate
Amatriciana.
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