Il Bianco del Cilento, è un ecotipo locale derivato dalla cultivar Dottato, una
varietà presente in tutto il Mezzogiorno e in particolare nel Cilento. Furono i
Greci verso il VI secolo a.C. a portare la coltivazione di questa pianta, originaria
dell’Arabia Meridionale, nel Cilento. Nel corso dei secoli, il fico bianco divenne
una delle coltivazioni più importanti e rappresentative della zona, trasformandosi da pane dei poveri, come un tempo veniva definito, ad alimento pregiato da consumare soprattutto nel periodo natalizio.
Dal fico bianco del Cilento si ottiene un prodotto essiccato con caratteristiche
organolettiche di pregio apprezzate anche all'estero, tanto da ottenere nel 2006
la certificazione a livello europeo di Denominazione di Origine Protetta.
La zona di produzione del “Fico Bianco del Cilento” DOP comprende ben 68 comuni, posti a sud di Salerno, dalle colline litoranee di Agropoli fino al Bussento e in gran parte inclusi nell’area del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.
Il frutto ha una buccia rugosa di color giallo chiaro, uniforme, tipica dei fichi
essiccati e la polpa ha una consistenza pastosa.
La produzione migliore si ottiene
ad agosto-settembre; quella tardiva matura in autunno.
I fichi si fanno asciugare e si passano in forno, un tempo si facevano anche essiccare al sole. Possono essere al naturale oppure impaccati, ovvero ripieni, a seconda delle ricette, di noci, mandorle, scorze di arancia o di limone, finocchietto o spicchi di mandarino.
Quindi sono steccati: infilzati in cannette accostate per formare i mustacciuoli
(confezioni a forma di rombo) e le spatole (due stecche parallele lunghe 20-30
centimetri).
Ripieni o interi, possono essere anche ricoperti di cioccolato
fondente.
- Fichi ricoperti al cioccolato
A gennaio del 2008 si è costituito il Consorzio di tutela del Fico Bianco del
Cilento D.O.P., con sede a Prignano Cilento (Salerno).
Foto: www.salernoturismo.it
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