Una produzione gastronomica viterbese a rischio di estinzione sono le carote di
Viterbo in bagno aromatico, antica ed originale confettura a base di una varietà di
carote di colore viola, oggi introvabile.
Le carote tagliate a fette longitudinali, vengono fatte seccare naturalmente al sole e
lasciate a bagno in aceto per alcuni giorni. Quindi insaporite a caldo in una salsa agro
dolce composta di aceto, zucchero, chiodi di garofano, noce moscata ed, eventualmente, con
aggiunta di cioccolato, pinoli, uvetta, canditi.
Dopo una conservazione casalinga per 15 giorni in recipienti di coccio tenuti coperti
con un panno, le carote sono pronte per il consumo.
Varie testimonianze storiche datano questa confettura al XV secolo: dal 1800
le Suore del monastero di Santa Rosa, che usavano ripagare con piccoli doni
gastronomici i propri benefattori, ne curano amorevolmente la preparazione. Dalle loro
gelose mani, poi, la ricetta viene tramandata alle famiglie benestanti viterbesi.
Dalla cerchia ristretta di queste famiglie, si passa per merito degli Schenardi,
proprietari dello storico caffè-ristorante in Corso Italia, alla commercializzazione del
prodotto.
Attualmente la preparazione delle carote di Viterbo in bagno aromatico avviene in
ambito domestico e vengono consumate come antipasto originale e gradevole,
accompagnate con il salame cotto e la coppa di testa, due prodotti tipici viterbesi.
Possono anche essere gustate da sole o come contorno allo zampone.